IVF Zentren Prof. Zech - Pilsen

Requisiti & Indicazioni

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IVF Zentren Prof. Zech - Pilsen

Requisiti & Indicazioni

Requisiti

Nei Centri FIVET Prof. Zech a Pilsen, sia le donatrici che le donne riceventi devono soddisfare determinati criteri:

Ricevente

  • indicazione medica (cfr. oltre per i dettagli)
  • età inferiore ai 49 anni
  • integrità dell’utero
  • buona condizione fisica
  • ove possibile, il parere da un secondo medico che ha in cura la paziente

Donatrice

  • requisito interno: tra i 20 e i 33 anni (requisito legale: tra i 18 e i 35 anni)
  • ambiente sociale positivo
  • in buona salute, in buona condizione fisica
  • normale indice di massa corporea
  • livelli di ormoni entro il range normale
  • alcun disturbo genetico
→ per saperne di più sulla selezione della donatrice




Indicazioni mediche

Nei seguenti casi, la fecondazione in vitro con la donazione di ovuli può essere considerata una valida opzione terapeutica per le coppie interessate:

  • dopo l’asportazione chirurgica di entrambe le ovaie
  • dopo chemioterapia e/o radioterapia nell’area del bacino
  • dopo il trattamento di alcune malattie maligne
  • per le donne in menopausa precoce - cioè l’insufficienza ovarica precoce (premature ovarian failure)
  • donne che presentano patologie genetiche (come per es. sindrome di Turner, disgenesia gonadica)
  • manifestazioni ripetute di embrioni patologici nell’ambito di una FIVET / ICSI / IMSI
  • Fallimenti ricorrenti della fecondazione assistita nell’ambito di una FIVET / ICSI / IMSI
  • se il test di gravidanza è stato negativo più volte a seguito del trasferimento embrionale

L’vodonazione come una opzione valida per le donne in età più avanzata

La fertilità nella donna raggiunge il suo massimo tra i 25 e i 35 anni per poi diminuire gradualmente dopo l’età di 38 anni. Purtroppo, la probabilità di concepire in modo naturale è significativamente ridotta dopo i 43 anni. Quantità e qualità degli ovociti hanno un impatto maggiore sulla fertilità femminile. Tuttavia, con l’aumentare dell’età si registra un forte calo, sia in termini di qualità che di quantità degli ovociti.

Un altro punto che gioca un ruolo importante con l’avanzare dell’età femminile è l’aumento della frequenza di anomalie cromosomiche (aneuploidia – troppi, o al contrario, troppo pochi cromosomi) nell’ovocita. In molti casi, questi ovociti con anomalie non portano a nessuna fecondazione e nessun impianto. Al contrario, si traducono in aborti spontanei e pertanto non potrebbero risultare in gravidanze portate a termine.

Questi sono gli aspetti mettendo in rilievo in che misura possono usufruire le donne in età avanzata della fecondazione in vitro con donazione di ovuli.


Calo della fecondità
con l’avanzare dell’età

Esiste una forte correlazione tra l’età materna avanzata e il numero di aborti spontanei causati dalle aberrazioni cromosomiche numeriche (aneuploidia). Si constata parallelamente un declino per quanto riguarda le percentuali di gravidanza e di impianto.

Numero di ovociti e loro potenzialità di
sviluppo legati all’età materna

Esiste un declino collegato all’età materna per quanto riguarda lo sviluppo degli embrioni con potenzialità di impianto (blastocisti), ma al tempo stesso registriamo un aumento nell’incidenza delle alterazioni genetiche. A fini illustrativi, vedere il nostro schema semplificato.

Tassi di gravidanza (PR) e di natalità (BTHR) dopo la fecondazione assistita in funzione dell’età materna

Per fattori legati all’età della donna, i medici esperti raccomandano alle donne in età fertile di prendere in esame le opportunità offerte dalla conservazione della fertilità (congelamento dei propri ovociti a scopo precauzionale) prima dell’età di 30-35 anni. A partire dell’età di 43-44, l’ovodonazione debba essere considerata un’opzione per le coppie sterili che sono disposte a sottoporsi a cure per la fertilità.

→ per maggiori dettagli, cfr. post nel nostro BLOG "How old is too old?"

Quadro normativo in Europa

La procreazione assistita è soggetta alle specifiche normative vigenti nei rispettivi paesi.
Questo significa che sussistono notevoli differenze inerenti ai diversi sistemi legali nazionali per quanto riguarda la legalità delle diverse opzioni terapeutiche e diagnostiche, come l’ovodonazione.